In virtù della normativa regionale toscana in materia di accreditamento sociale (ex l.r. 82/2009 e s.m.i.) le strutture soggette ad autorizzazione al funzionamento devono possedere e applicare un numero piuttosto importante di protocolli professionali, dall’igiene personale, alla contenzione fisica, alla gestione dei farmaci, alla gestione di terapie partenterali ed enterali, alla mobilità ecc.

Si tratta di un insieme di regole professionali, per lo più derivanti da protocolli validati da società scientifiche che, divenendo parte del sistema qualità di accreidtamento, diventano la ‘regola professionale’ adottata in struttura, alla quale gli operatori devono attenersi e che costituisce una linea guida essenziale per l’operatività nelle attività assistenziali e sanitarie esercitate.

Molte strutture adottano altresì la UNI EN ISO 9001:2015 come norma per il sistema di gestione per la qualità. Una norma che, nella nuova versione, ha enfatizzato l’approccio alla gestione del rischio, come approccio fondamentale e trasversale ai diversi processi aziendali.

Come applicare allora la gestione del rischio nel contesto delle strutture nelle quali sono già operanti protocolli professionali sull’assistenza? Il punto non è semplicemente formale, relativo cioè a come si integrano i diversi sistemi qualità di accreidtamento e del sistema di gestione certificato, quanto sostanziale. Il punto nodale è infatti assicurare una gestione integrata dei processi qualità, in modo tale che l’applicazione dei protocolli assuma in sé l’approccio alla gestione del rischio.

Questo implica senz’altro un aggiornamento nella formulazione dei protocolli, la cui applicazione deriva da una valutazione del rischio. Ma di ciascuno di essi, relativamente ai processi assistenziali dei quali si occupano, occorre sottoporre a valutazione del rischio residuo il processo appunto. Ad es. occorre valutare i rischi residui connessi con l’applicazione delle misure di contenzione fisica. Ad es. è necessario valutare episodi o situazioni nelle quali è stata applicata, non conformità che eventualmente possano essersi verificate, near miss che sono stati registrati, eventi critici che hanno portato all’assunzione di tale misura autorizzata ecc. Occorre cioè inserire il protocollo come una guida in grado di gestire adeguatamente il rischio residuo e modificarlo pertanto ogniqualvolta la valutazione del rischio varia sullo specifico processo.

Se vuoi approfondire l’argomemento, contattaci

Excel per Professionisti

20 Ore di Lezione su Microsoft Excel, dalle basi di utilizzo alle funzioni più avanzate. Acquista subito il corso online
corso online

Condividi

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su linkedin
Condividi su telegram
Condividi su whatsapp
Condividi su email

Introduzione alla certificazione ISO

Corso Online di presentazione della norma ISO 9001:2015
Corso online
Rimaniamo in contatto

Iscriviti alla nostra Newsletter

Ricevi tutti gli aggiornamenti sui sistemi di qualità e la norma ISO 9001:2015

 

 

Articoli correlati

Iscriviti alla nostra newsletter

Rimani aggiornato sui sistemi di gestione della qualità, su case history e strumenti